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Acquedotto Lucano

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Il Laboratorio di Analisi di AL

Con il Decreto del 14 giugno 2017, il Ministero della Salute ha recepito a livello nazionale le recenti modifiche alla Direttiva 98/83/CE sulla qualità delle acque destinate al consumo umano introdotte dalla Direttiva UE 2015/1787.

Il Decreto sostituisce integralmente gli allegati II e III del Decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 31, stabilendo nell’allegato I nuovi requisiti per i programmi di controllo per le acque destinate al consumo umano, introducendo l’obbligo di adozione del Water Safety Plan – Piano di sicurezza dell’acqua (P.S.A.) per i sistemi di gestione idro-potabili sulla base dei risultati della valutazione del rischio eseguita dal gestore del servizio idrico.

L’allegato II introduce, invece, l’obbligo dell’accreditamento, per singole prove o gruppi di prove, per i laboratori interni ed esterni da conseguire entro il 31/12/2019, nonchè la convalida dei metodi analisi adottati nell’ambito della verifica della qualità delle acque destinate al consumo umano, in conformità alla norma UNI EN ISO/IEC 17025; il medesimo allegato aggiorna i metodi di analisi per i parametri microbiologici e le caratteristiche minime di prestazione dei metodi di analisi per i parametri chimici e indicatori.

Si tratta di un sostanziale cambiamento nell’approccio di tutela della salute umana in tema di acque potabili, poiché segna il passaggio da un semplice regime di monitoraggio basato sul controllo retrospettivo di un numero limitato di parametri a una vera e propria valutazione preventiva del rischio. Tale rischio sarà inoltre calcolato per ogni singola realtà territoriale, tenendo conto delle sue peculiari caratteristiche e delle sue problematiche specifiche.

In questo modo, sarà possibile conoscere meglio le diverse filiere idropotabili e prevenire eventuali episodi di contaminazione piuttosto che intervenire, a posteriori, su problematiche di inquinamento delle acque.

La Direzione Vigilanza Igienica di Acquedotto Lucano esegue le analisi sui campioni d’acqua distribuita quotidianamente lungo le filiere idropotabili.

L’attività di controllo sull’acqua destinata al consumo umano è stata effettuata su:

  • tutte le acque prelevate dall’ambiente (acque sotterranee e superficiali) per verificare la presenza di inquinanti di origine antropica o naturale;
  • le acque sottoposte a processi di potabilizzazione per monitorare ed ottimizzare l’efficacia dei trattamenti;
  • le acque erogate dagli impianti di produzione;
  • quelle immesse nelle reti di distribuzione, consentendo tempestivi interventi correttivi in grado di impedire l’erogazione di acqua potabile non conforme alla legge.

Nel 2019 sono stati eseguiti 8.223 prelievi con la determinazione analitica di n. 199161 parametri chimici e n. 32815 parametri batteriologici.

Il laboratorio accreditato (SCA di Marconia) ha eseguito, per i controlli a completamento dei parametri di verifica del Dl.gs 31/01 sui serbatoi e sugli impianti di depurazione a seguito di prescrizione delle Province di Matera e Potenza n. 252 campioni sui quali sono stati eseguiti n. 14064 parametri analitici chimici e microbiologici.

Acquedotto Lucano, inoltre, effettua il monitoraggio sulla qualità dei reflui degli impianti di depurazione e degli scarichi in pubblica fognatura al fine di preservare l’ambiente.
Le analisi sulle acque reflue e sui fanghi prodotti nei processi di depurazione sono finalizzate a verificare il rispetto dei valori limite di emissione ed i rendimenti depurativi degli impianti nelle singole fasi del trattamento, per prevenire, diagnosticare e risolvere eventuali disfunzioni di processo.

Controllo della radioattività nelle acque destinate al consumo umano

Per il controllo della radioattività nelle acque destinate al consumo umano si fa riferimento al D. Lgs. n. 28 del 15-2-2016, pubblicato il 7-3-2016 sulla G.U. “Attuazione della direttiva 2013/51/EURATOM del Consiglio, del 22-10-2013, che stabilisce requisiti per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano”.

Tale decreto regolamenta il controllo della radioattività nelle acque potabili fornite dalle reti di distribuzione pubblica e destinate alla popolazione, delle acque destinate alle produzioni alimentari fornite da reti private e delle acque non minerali imbottigliate.

In sintesi tale Decreto:

− obbliga la parte pubblica ed i gestori degli acquedotti a controlli relativi alla radioattività nelle acque;

− stabilisce criteri sui luoghi di prelievo, numerosità e frequenze dei controlli;

− specifica i requisiti di qualità che i laboratori analitici devono fornire;

− indica dei valori di riferimento per la dose totale, i parametri e i radionuclidi di interesse

  • individua “parametri di screening” (le concentrazioni delle “attività” alfa e beta totale, cioè la somma rispettivamente delle attività degli emettitori alfa e beta) utili ad una rapida valutazione della qualità delle acque.
  • lo screening su tutte le fonti di approvvigionamento deve essere eseguito dal gestore entro 3 anni dalla pubblicazione del suddetto decreto.

Acquedotto Lucano ha già iniziato a luglio 2017 un primo screening conoscitivo sulla qualità dell’acqua erogata riguardante la misurazione dell’attività alfa/beta totale, misura della concentrazione di trizio e misura della concentrazione di attività di Radon 222.

I criteri e la pianificazione di tale screening sono stati elaborati secondo le” Linee guida per la pianificazione delle campagne di misura della radioattività nelle acque potabili “dell’I.S.P.R.A. -Dipartimento nucleare, rischio tecnologico ed industriale.

Il criterio di campionamento in questa fase conoscitiva ha rappresentato per ogni punto di prelievo la copertura massima della possibile popolazione servita, la copertura massima territoriale e, là dove è stato possibile, la copertura di alcune aree differenti per peculiarità geologiche.

In considerazione di ciò i punti di prelievo sono stati individuati all’uscita degli impianti di potabilizzazione, all’ingresso ed in uscita dei serbatoi di linea e di alcuni serbatoi di rete interna.

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