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Glossario dei Termini

Il Glossario dei Termini è uno strumento rivolto agli utenti del Servizio Idrico Integrato che intende rendere maggiormente comprensibili i termini utilizzati (anche in bolletta), fornendo per ogni voce una semplice spiegazione ai sensi della Delibera AEEG n°586/2012.

 

IONI AMMONIO NH4+ E NITRITO NO2- (ammoniaca e nitriti)
Quando presenti, possono essere considerati sintomo di inquinamento recente a carico dell’acqua, essendo specie chimiche che si generano dalla decomposizione del materiale proteico che deriva dagli organismi viventi. L’ammoniaca può anche essere naturalmente presente in acque venute a contatto con residui di depositi marini profondi. Limiti di legge previsti dal D.Lgs. 31/2001: l’ammonio è inserito tra i parametri indicatori, con un valore massimo di 0,50 milligrammi/litro; nitrito con un valore di 0,50 milligrammi/litro.

ALCALINITA’
L’alcalinità è il potere tampone dell’acqua, ovvero la capacità dell’acqua di neutralizzarsi. Impedisce che i livelli di pH dell’acqua diventino troppo basici o acidi. Inoltre aggiunge carbonio ad acqua. L’alcalinità stabilizza l’acqua a livelli di pH intorno a 7. Tuttavia, quando l’acidità è alta in acqua l’alcalinità diminuisce e ciò può essere causa di condizioni di vita nocive in ambiente acquatico. Nella chimica dell’acqua l’alcalinità è espressa in ppm o mg/l di carbonato di calcio equivalente. L’alcalinità totale dell’acqua è la somma di tre tipi di alcalinità: alcalinità del carbonato, del bicarbonato e dell’idrossido.

AMMONIO
nelle acque sotterranee l’ammonio può essere di origine geologica, ma può trovarvisi perché l’ammoniaca è usata come fertilizzante, nei mangimi per animali e nell’industria. I livelli naturali nelle acque sotterranee sono di solito inferiori a 0,2 mg/l di ammoniaca. Nell’acqua potabile non deve essere presente in concentrazione superiore a 0,50 mg/l. Viene biodegradata nell’ambiente ed è correlato a nitrati e nitriti.

ARSENICO
è un elemento che è naturalmente presente in piccole quantità nelle rocce e suoli. La presenza di Arsenico nelle acque in diverse regioni italiane è dovuta a fenomeni naturali legati alla geologia dei suoli e i valori più alti si trovano in zone a vocazione mineraria per effetto della somma di fattori ambientali e antropici. Per l’uomo la principale via di esposizione è l’assunzione orale attraverso il cibo e le bevande. L’assunzione di elevate quantità di arsenico può causare l’insorgenza di gravi patologie. Limite di legge previsto dal D.Lgs. 31/2001: 10 microgrammi/litro.

BICARBONATO
Lo ione idrogeno carbonato o ione bicarbonato (che è il nome più comune) in acqua è dovuto principalmente ai sali disciolti di calcio e magnesio. Esso contribuisce alla durezza e alla capacità tampone dell’acqua: carbonati, bicarbonati e anidride carbonica, che forma l’acido carbonico, sono infatti in equilibrio tra loro in funzione del pH. I bicarbonati sono espressi in mg/l di HCO3 –. Limite di legge previsto dal D.Lgs. 31/2001: non previsto

CALCIO E MAGNESIO
concorrono a definire la durezza dell’acqua. La loro concentrazione dipende dal tipo di terreno che l’acqua attraversa;

CONCENTRAZIONE DEGLI IONI IDROGENO (pH)
È la misura della quantità di ioni idrogeno presenti nell’acqua, e ne fornisce di conseguenza l’indicazione sull’acidità o la basicità. Poiché i processi naturali in soluzione si svolgono generalmente a valori di pH compresi tra 6 e 9, il parametro evidenzia un eventuale stato di alterazione dell’acqua esaminata. Limiti di legge previsti dal D.Lgs. 31/2001: è inserito tra i parametri indicatori, con un valore compreso tra 6,5 e 9,5.

CLORO RESIDUO LIBERO(pH)
rappresenta l’indicazione che l’acqua ha subito un processo di disinfezione che garantisce la sicurezza, da un punto di vista microbiologico, durante il trasporto nelle rete di distribuzione. Il cloro libero deriva dai processi di disinfezione delle acque in cui si utilizzano prodotti a base di cloro, ad esempio il cloro gassoso (Cl2), l’ipoclorito di sodio (NaClO) e l’ipoclorito di calcio (CaClO). L’utilizzo del cloro libero come trattamento di disinfezione garantisce una buona qualità microbiologica dell’acqua potabile. Le normative stabiliscono un valore limite per il cloro libero di 0.2 mg/l.;

CLORURI-SOLFATI
sono possibili contaminanti provenienti dai suoli o da attività agricole;

CONDUCIBILITA’
indica la quantità di elettricità che l’acqua può condurre, è una misura diretta del grado di mineralizzazione di un’acqua ovvero del suo contenuto in sali minerali;

DUREZZA TOTALE
Quando l’acqua viene detta “dura” significa semplicemente che contiene più minerali rispetto all’acqua ordinaria, in particolare minerali calcio e magnesio. E’ una caratteristica naturale dell’acqua, che deriva sostanzialmente dalla presenza in soluzione di ioni calcio Ca++ e magnesio Mg++; è infatti definita come la concentrazione totale di calcio e magnesio, ed è espressa in milligrammi di carbonato di calcio CaCO3 presenti in un litro d’acqua. L’unità di misura più utilizzata è il Grado Francese (°F), che corrisponde a 10 milligrammi/litro di CaCO3.Un’altra unità di misura piuttosto diffusa è il Grado Tedesco (°D), legato al grado francese dalla seguente relazione:1 grado tedesco = 1 grado francese x 0,56Esistono diversi modi di classificare la durezza delle acque, spesso non coincidenti; la scala seguente può servire come orientamento: acque leggere o dolci, durezza inferiore a 15°F; acque mediamente dure, durezza compresa tra 15 e 30°F; acque dure, durezza superiore a 30°F. Limiti di legge previsti dal D.Lgs. 31/2001: è inserito tra i parametri indicatori, con un valore consigliato da 15 a 50°F.

FLUORURI
sono normalmente presenti nelle acque che attraversano rocce e terreni di origine vulcanica. Limitati per legge a 1,5 mg/l;

FOSFATI
come ortofosfati, provenienti principalmente dai fertilizzanti, polifosfati, provenienti dai detersivi e fosfati organici provenienti dai pesticidi;

MANGANESE
è uno dei più abbondanti metalli presenti nella crosta terrestre, in particolari condizioni ambientali è presente in misura abbondante nelle acque di falda. La sua presenza nell’acqua potabile, parimenti a quella del ferro, può comportare fenomeni di acqua scura a causa dei depositi che possono essere presenti nel sistema di distribuzione. Il Manganese è un elemento essenziale per gli organismi viventi in quanto attivatore enzimatico, è un necessario componente della dieta giornaliera lo si ritrova in molti alimenti, il valore limite nelle acque previsto dalla norma è di 50 microgrammi/litro;

IONE CLORURO
Lo ione cloruro è ampiamente distribuito in natura sotto forma di sali di sodio (NaCl), di potassio (KCl) e di calcio (CaCl2).La soglia di percezione organolettica (sapore salato) dei cloruri di sodio e di calcio nelle acque potabili è intorno a 200 – 300 milligrammi/litro. Limiti di legge previsti dal D.Lgs. 31/2001: è inserito tra i parametri indicatori, con un valore massimo di 250 milligrammi/litro.

IONE NITRATO
I nitrati sono presenti naturalmente nell’ambiente facendo parte del ciclo di decomposizione delle sostanze azotate. Inoltre, apporti di nitrati nelle acque di falda possono derivare principalmente dall’utilizzo di fertilizzanti contenenti azoto inorganico o da scarichi contenenti azoto di origine organica. Limiti di legge previsti dal D.Lgs. 31/2001: 50 milligrammi/litro.

NITRITI
sono composti inorganici che risultano insapori e inodori. Limitati per legge (0,50 mg/l).;

pH
è il grado di acidità dell’acqua (fra 6,5 e 9,5);

POTASSIO
è un elemento indispensabile per l’organismo umano, è presente in alimenti e bevande in forma ionica ed è facilmente assimilabile. Entra nelle reazioni cellulari ed è importante per la conducibilità dello stimolo nel sistema nervoso;

RESIDUO FISSO
Il residuo fisso è una misura dei sali disciolti nelle acque e deriva principalmente dalla presenza degli ioni sodio, potassio, calcio, magnesio, cloruro, solfato e bicarbonato. Le specie che contribuiscono al residuo fisso sono prevalentemente di origine naturale, ma possono derivare anche da attività umane presenti sul territorio. Studi eseguiti con gruppi di assaggiatori hanno evidenziato che valori elevati di residuo fisso, maggiori di 1000 milligrammi/litro (mg/l), possono rendere l’acqua sgradevole o addirittura inaccettabile al gusto, così come valori estremamente bassi danno la sensazione di un’acqua piatta, insipida. Il residuo fisso è uno dei parametri più utilizzati per il confronto delle acque di rubinetto con le acque imbottigliate. Le acque possono essere classificate in base al residuo fisso come segue:- minimamente mineralizzate, fino a 50 mg/l-; oligominerali o leggermente mineralizzate, fino a 500 mg/l; mediamente mineralizzate, fra 500 e 1500 mg/l; ricche di sali, oltre 1500 mg/l.
Limiti di legge previsti dal D.Lgs. 31/2001: è inserito tra i parametri indicatori, con un valore massimo consigliato di 1500 mg/l.

SODIO
è un sale molto diffuso nella crosta terrestre e molto solubile in acqua;

GLOSSARIO del Servizio Idrico Integrato (Allegato 4 – Delibera AEEG n°586/2012)

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