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Acquedotto Lucano

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Il Programma di efficientamento energetico

L’innovazione tecnologica e la gestione sostenibile come creazione di valore e di opportunità di sviluppo delle attività sono i temi centrali del Programma di efficientamento gestionale ed energetico delle reti e degli impianti di Acquedotto Lucano, presentato nel corso di un convegno che si è svolto a  Potenza l’11 novembre 2016. L’obiettivo del Programma – elaborato in collaborazione con Università degli Studi di Palermo, Università degli Studi di Napoli Federico II, Università degli Studi della Basilicata – è quello di convergere verso un percorso che investa sull’efficienza gestionale ed energetica attraverso una serie di attività che possono garantire la riduzione della bolletta energetica che ha un peso notevole sul bilancio di Acquedotto Lucano. In una regione che si estende per circa 10 mila chilometri quadrati, gran parte dei quali montani e collinari, i consumi principali di energia (il 70 per cento) derivano dalla necessità di sollevare l’acqua, oltre quelli necessari alla gestione dei depuratori (23 per cento) e di tutte le altre attività (7 per cento). Costi che ogni anno ammontano a 20,5 milioni di euro, più di un quarto dell’intero bilancio della società. Il piano consentirebbe di ridurre i consumi di energia dagli attuali 133 ad 80 gigawatt l’anno, con un risparmio che, in termini economici, varrebbe oltre sei milioni di euro l’anno nonché benefici per l’ambiente: le emissioni di anidride carbonica in atmosfera, infatti, si abbatterebbero di 16 milioni di chili l’anno.

L’impegno di Acquedotto Lucano si è concretizzato in un Piano del valore complessivo di 50 milioni di euro, i cui programmi di investimenti trovano copertura nel PO-FESR 2014-2020, nell’FSC 2014-2020 e nel Piano Operativo del Ministero dell’Ambiente. Prevede tre fasi di intervento:  la prima è di valutazione delle performance energetiche e di revisione e ammodernamento degli impianti di sollevamento; la seconda interessa la produzione di energia da fonti rinnovabili per soddisfare parte del proprio fabbisogno; mentre la terza fase riguarda la strategia di gestione degli adduttori e delle reti. Quest’ultima fase, in particolare, prevede anche la riduzione della pressione dell’acqua immessa in rete: il nostro sistema acquedottistico è caratterizzato da pressioni eccedenti le reali esigenze per un’adeguata distribuzione all’utenza, con un aumento delle perdite idriche e conseguentemente un incremento dei volumi di acqua da pompare.

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