Impianti di potabilizzazione o potabilizzatori

Dal 1 Aprile 2010, grazie ad un accordo tra Regione Basilicata e Regione Puglia, la gestione degli impianti di potabilizzazione del Camastra a Potenza e di Montalbano Jonico nonché quella del personale addetto, è stata trasferita da Acquedotto Pugliese ad Acquedotto Lucano S.p.A.

Le acque piovane superficiali di ruscellamento accumulate dagli invasi (dighe) sono sottoposte a trattamenti per renderle potabili prima di essere immesse nella rete di distribuzione alle popolazioni servite.

La potabilizzazione dell'acqua (o purificazione dell'acqua) consiste nella rimozione delle sostanze contaminanti dall'acqua grezza per ottenere un'acqua che sia idonea al normale consumo domestico.

Le acque superficiali normalmente sono contaminate. Sono presenti contaminanti di origine naturale come alcuni solidi sospesi (torbidità), sostanze organiche e microinquinanti di origine antropica oltre ad una elevata carica microbica.

La normativa vigente (Art. 80 D.Lgs n. 152/06 e s.m.i.) regola le acque dolci superficiali destinate alla produzione di acqua potabile. In tal senso le acque superficiali vengono classificate in tre categorie, secondo le loro caratteristiche fisiche, chimiche e microbiologiche (allegato 1/A del suddetto D.lgs) - A1, A2, A3.

Per ognuna di queste categorie vengono stabiliti i trattamenti specifici di potabilizzazione da effettuarsi:
A1 - trattamento fisico semplice e disinfezione;
A2 - trattamento fisico e chimico normale e disinfezione;
A3 - trattamento fisico e chimico spinto, trattamento di affinamento e disinfezione. I trattamenti fisici e chimici normali: sono articolati in più fasi ed eliminano i solidi sospesi non sedimentabili (chiariflocculazione) e correggono le caratteristiche chimiche delle acque grezze eliminando quelle sostanze disciolte che risultano incompatibili con l’uso a cui l’acqua è destinata.

Le acque degli invasi superficiali trattate dai potabilizzatori del Camastra (diga del Camastra) e di Montalbano Jonico (diga di Senise) sono classificate in categoria A2 per cui le stesse devono essere sottoposte ai seguenti trattamenti:
- pretrattamenti;
- pre disinfezione;
- chiariflocculazione;
- sedimentazione;
- filtrazione;
- disinfezione finale.

Sul potabilizzatore del Camastra è previsto anche il trattamento di affinamento o adsorbimento su filtri a carbone attivo granulare (GAC).

I pretrattamenti consistono essenzialmente nell’aggiunta di acidificanti (anidride carbonica alimentare), in determinati dosaggi, per la correzione del pH dell’acqua grezza a valori ottimali per il successivo trattamento di potabilizzazione.

La pre disinfezione consiste nell’immissione in tubazione di biossido di cloro in soluzione acquosa, preparata in appositi reattori, alla scopo di distruggere completamente i microrganismi patogeni ed evitare la proliferazione di alghe e microrganismi dannosi per i successivi trattamenti.

La chiariflocculazione è un trattamento chimico-fisico che viene adottato per eliminare i solidi sospesi non sedimentabili di natura colloidale, non eliminabili con i trattamenti fisici semplici.

Con la chiariflocculazione si possono eliminare tutte quelle particelle che causano la torbidità dell'acqua e possono influenzare negativamente le efficienze dei successivi trattamenti. Infatti la presenza di sostanze in sospensione, ad esempio, può vanificare l'effetto della disinfezione finale poiché tali particelle possono proteggere i microrganismi contro l'azione dei disinfettanti.

Nel trattamento di chiariflocculazione si sfruttano le proprietà di alcune sostanze (policloruro di alluminio), dette coagulanti, che in determinate condizioni operative, formano in acqua dei composti insolubili dotati di carica elettrica di segno opposto (carica positiva) rispetto a quella dei colloidi costituenti la torbidità da eliminare (carica negativa). Pertanto, i composti coagulanti interagiscono con i colloidi provocando la formazione di microfiocchi.

Inoltre i fiocchi, avendo una forma irregolare, nel loro moto verso il basso intrappolano particelle non coagulate creando un ulteriore effetto chiarificante.

Le acque trattate vengono poi opportunamente agitate ricircolate in modo che i microfiocchi si aggreghino ulteriormente tra loro formando fiocchi con buone proprietà di sedimentazione che vengono trascinati verso il basso dagli idrossidi insolubili formatisi dalla reazione dei sali metallici, di cui sono costituiti i coagulanti inorganici, con gli ioni OH- presenti nell'acqua. I microfiocchi che non riescono a sedimentare vengono eliminati con la filtrazione.
La filtrazione ha lo scopo di eliminare quei fiocchi e quei patogeni che non sono stati eliminati durante la chiariflocculazione e, per questo, si utilizzano filtri rapidi a gravità con letto filtrante monostrato (sabbia quarzosa) a livello costante e portata in uscita variabile.

Durante il passaggio dell'acqua chiarificata attraverso il mezzo filtrante (letto o strato filtrante) i solidi filtrati iniziano progressivamente ad intasare lo strato filtrante determinando un aumento delle perdite di carico. Per mantenere il livello idrico costante la valvola di regolazione in uscita dai si aprono fino al valore massimo. quando il filtro aumentata il proprio livello idrico si deve procedere necessariamente all'interruzione del flusso e alla pulizia del mezzo filtrante mediante contro lavaggio del filtro per ripristinarne l’efficienza di filtrazione.

L’acqua filtrata viene accumulata in appositi serbatoi e sottoposta alla disinfezione prima della distribuzione.

La disinfezione finale viene effettuata subito a valle dell'ultimo trattamento (post clorazione) e ha lo scopo di distruggere completamente i microrganismi patogeni o i microrganismi presenti nell’acqua. La disinfezione deve conferire persistenza cioè garantire la potabilità dell'acqua fino al rubinetto della singola utenza. I trattamenti impiegati sono essenzialmente trattamenti chimici (clorazione) e l'azione battericida è svolta dal cloro e dai suoi derivati (ipoclorito di sodio).

Per il potabilizzatore di Montalbano Jonico il trattamento di disinfezione finale avviene a valle della filtrazione a sabbia, mentre per il potabilizzatore del Camastra a valle della filtrazione a carboni attivi granulari.

La filtrazione o adsorbimento su carboni attivi granulari (presente sul potabilizzatore del Camastra) permette di eliminare dall'acqua sostanze microinquinanti organiche ed inorganiche (es. metalli pesanti, insetticidi, pesticidi, clorammine, trialometani, cloriti, ecc.) che possono dare origine ad alterazione dell'odore e del sapore dell’acqua potabile prodotta, mediante appositi filtri rapidi a gravità e a portata costante.

Il carbone attivo possiede al suo interno una miriade di canalini, pori e tasche dove le sostanze gassose o disciolte presenti in una soluzione formano legami fisici con la superficie del carbone e pertanto vi aderiscono (questa proprietà si chiama adsorbimento).

Per eliminare le sostanze trattenute dal filtro e che lo intasano, come per i filtri a sabbia, si procede al controlavaggio, ma se si vuole eliminare le sostanze adsorbite che determinano l'esaurimento del carbone attivo, si deve procedere alla rigenerazione del materiale filtrante (carbone granulare o GAC).

Potabilizzatore del Camastra


L’impianto è ubicato a quota 930 metri sul livello medio del mare in Località Masseria Romaniello a Potenza, potabilizza l’acqua del torrente Camastra e ha una potenzialità produttiva di 1.050 litri al secondo.
Costruito negli anni dal 1983 al 1986, è entrato in esercizio nel maggio 1986 quando, l’acqua prodotta, è stata immessa in rete dal serbatoio di accumulo dell’acqua potabile di Masseria Romaniello. L’acqua grezza, invasata nella diga del Camastra in località Ponte Fontanella nel comune di Trivigno (PZ), è sollevata da idoneo impianto di sollevamento mediante tubazione della lunghezza di circa 23 Km e del diametro di 850 mm. L’acqua grezza sollevata giunge presso il potabilizzatore del Camastra in un vasca di accumulo della capacità di 40.000 metri cubi dove si separano le particelle grossolane sedimentabili per gravità ed ha inizio il processo di potabilizzazione.
Da detta vasca di accumulo l’acqua viene inviata, mediante un torrino di ripartizione, ai tre chiariflocculatori, ciascuno della capienza di 2500 mc,
L’acqua chiarificata è inviata quindi alla filtrazione mediante apposito canale di raccolta che alimenta 12 filtri a sabbia quarzifera, rapidi a gravità, aventi spessore del letto filtrante di circa 90 cm.
Tutta la superficie dei chiariflocculatori e dei filtri di circa 100 metri per 50 metri è stata coperta con struttura ad arco a tre cerniere in legno lamellare per assicurare il continuo e regolare funzionamento dell’impianto di potabilizzazione con qualsiasi condizione climatica e di ventilazione. L’acqua filtrata viene poi accumulata in apposita vasca e inviata alla filtrazione su carboni attivi granulari (GAC).
Dopo la filtrazione su carboni attivi, l’acqua a mezzo di apposita tubazione, previa disinfezione finale viene inviata al serbatoio di accumulo acqua potabile della capienza di 40.000 mc e suddiviso in due vasche distinte, ciascuna della capienza di 20.000 mc.  L’impianto è fornito di un sistema di automazione e controllo delle varie sezioni impiantistiche e di una stazione di filtrazione su carbone granulare realizzata sin dall’anno  2001 che permette il controllo dei sottoprodotti della disinfezione ai fini del D.Lgs 31/01 e il miglioramento delle caratteristiche organolettiche dell’acqua. L’acqua potabile prodotta dal potabilizzatore del Camastra alimenta l’Acquedotto Basento - Camastra che distribuisce acqua potabile a circa 30 comuni della provincia di Potenza nonché al capoluogo di Regione 
L’intero impianto si estende su una superficie di circa 9 ettari completamente recintata e comprende diversi edifici civili ed industriali.



Potabilizzatore di Montalbano Jonico


L’impianto è ubicato a quota 162 metri sul livello medio del mare  in località Masseria Cerulli a Montalbano Jonico, in provincia di Matera e ha una attuale potenzialità produttiva di 1.050 litri al secondo.
Costruito negli anni dal 1988 al 1990, è entrato in esercizio nel maggio 1990 quando, l’acqua prodotta, è stata immessa in rete nel partitore in carico di Scanzano Jonico. È stato oggetto di ampliamento, ultimato nell’anno 2009, fino ad ottenere la attuale potenzialità produttiva.
L’acqua grezza, invasata nella diga del Senise sul fiume Sinni sbarrato dalla diga di Montecotugno alimenta, mediante tubazione a gravità del diametro di 2 m, dopo un percorso di circa 26 Km, una vasca di accumulo della capacità di 30.000 metri cubi,suddivisa in due vasche distinte da 15.000 mc., dove si separano le particelle grossolane sedimentabili per gravità ed ha inizio il processo di potabilizzazione.
Da detta vasca di accumulo l’acqua viene inviata, mediante un torrino di ripartizione, ai tre chiariflocculatori, ciascuno della capienza di 2500 mc in cui avviene il processo di chiariflocculazione.
L’acqua chiarificata è inviata quindi alla filtrazione mediante apposito canale di raccolta che alimenta 9 filtri a sabbia quarzifera, rapidi a gravità, aventi spessore del letto filtrante di circa 90 cm.
L’acqua filtrata viene poi accumulata in apposita vasca dalla quale, previa disinfezione finale viene inviata al serbatoio di accumulo acqua potabile della capienza di 25.000 mc, suddiviso in due vasche distinte da 12.500 mc.
L’acqua potabile prodotta dal potabilizzatore di Montalbano jonico alimenta i comuni della fascia costiera del Metapontino e alcuni comuni pugliesi e calabresi della fascia jonica.
Si sviluppa su un area di circa 11 ettari completamente recintata e comprende diversi edifici civili, industriali, laboratori chimico e batteriologico.